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Archivio Agosto 2003

Perchè LUIGI …. (tratto dal sito di GIUSYONLINE)

30 Agosto 2003 Commenti chiusi


Perché pensare ad un uomo nella sua espressione artistica, vissuto e morto in un tempo in cui non ero nemmeno nata?

Forse perché dopo aver sentito la sua voce, quelle rarissime volte che la radio lo ha dato, ho solo sentito MI SONO INNAMORATO DI TE, canzone che mi ha sempre fatto un po’ di rabbia:

una canzone in cui questo uomo diceva di essersi innamorato di una donna solo perché non aveva niente da fare ( !? )

la mia indole romantica non poteva accettare un simile affronto all’amore, non potevo digerire un uomo che considerava la donna che amava una sorta di tempo perso, in modo non solo inutile ma dannoso;

mi sono chiesta sentendo questa canzone che uomo poteva mai essere? Insensibile, presuntuoso….ma non bastano le parole per definire una persona simile.

Dopo aver visto le sue foto mi sono chiesta nel mio profondo (perché uno sguardo così non può lasciare indifferenti)se può uno, con questa dolcezza negli occhi, affermare questo pensiero?

Non sono disposta a crederlo

E tutto sommato anche se la sua voce ha perso la possibilità di esprimersi già nel lontano 1967 a me sembra ancora di sentirlo, nel vento, ma non cantare, lo sento piuttosto pensare lo sento dire che certi vuoti che l’anima vuole riempire per non doverli noi ascoltare o considerare, portano a commettere errori che segnano la vita o che possono far perdere la vita stessa; capita più spesso di quello che crediamo.

Ecco che, per chi fa della lealtà il suo pane quotidiano, intuisco rivolgere quel suo pensiero non ad una donna, bensì ad una situazione di vita, in cui si trova immerso, essendone del tutto attratto, in modo fatale, del tutto incapace di togliersene perché pervaso dalla pienezza che questa situazione lo illude di sapergli dare: ecco che si illude di non essere più solo, e comincia a parlare dei suoi sogni alla luce del giorno, mentre la notte parla d’amore o meglio pensa a tutto quello che può avere di facile e di bello come quando si fa quando si è avvolti nel comodo calore che la passione amorosa di tipo illusorio sa trasmettere proprio e solo …di notte…….. e nell’ebriarsi, nella notte, cioè nel proprio immaginario la mente si nutre del calore che una facile e falsa passione seducente sa promettere mentre invece è solo capace di succhiare energia e vita.

Ed è proprio l’inganno che sta alla base del rapporto della seducente e falsa passione, o seducente e falso lavoro, che toglie ogni stimolo, desiderio, e volontà di fare quello che da una vita desiderava fare e si aspettava di fare nel momento in cui fosse arrivato lo stimolo supremo offerto da una passione coinvolgente, che avrebbe permesso l’espressione di se, ma che in realtà si rende conto, trovandocisi dentro, che è solo una bolla di sapone.

Ed un conflitto esistenziale non risolto nel privato (come doveva essere fatto peraltro) diventa veicolo di morte in in un ambiente che non accetta nulla di autentico. In cui tutto è permesso ad esclusione di un solo particolare: l’autenticità.

Un aereo pieno di passeggeri non fa retromarcia perché un solo passeggero, in pieno volo, si è pentito di essere salito perché resosi conto solo allora che la destinazione non è quella creduta o pattuita.

Ed è così che Luigi ha PERSO la vita, ma la verità disegnata in quello sguardo stupendo, RIMANE l’ eredità per chi vuole e sa trovarla, una eredità che parla di cose vecchie come il mondo e moderne come il futuro che deve ancora manifestarsi nella vita delle generazioni a venire, ma che non mancherà di manifestarsi fintanto che l’umano resterà umano.

L’eredità di un uomo che mi immagino fosse autentico.

Un uomo pieno di difetti come ogni essere umano, ma con una qualità rara.

Riferimenti: per concessione del sito di: GIUSYONLINE

Sito WEB dedicato a LUIGI TENCO – intervista al Webmaster

28 Agosto 2003 Commenti chiusi

Come ti è venuto in mente di dedicare un sito web a Luigi Tenco ?
Principalmente per due motivi. Primo, perchè volevo evitare la noia ed il rischio di portarmi sempre dietro i miei 45 giri di Luigi, per cui ho pensato che se un giorno fossi stato magari al Polo Nord ed avessi avuto il bisogno (mi capita spesso) di frugare fra le mie cose, tutto sarebbe stato più facile con un collegamento da una qualunque postazione Internet sparsa nel mondo. In secondo luogo, ho pensato di fare qualcosa che “parla di Luigi Tenco” perchè nessuno si occupava nel Web di questo nostro artista. Cercando notizie infatti, riuscivo a trovare qualcosa solo di riflesso nei siti dedicati a Dalida. Ricordo di aver acquistato un mio primo PC nel luglio del 1998 proprio per fare qualcosa che parlasse di Luigi e di aver messo mano a questa idea nell’ottobre di quello stesso anno, incoraggiato peraltro da una “amica virtuale” che non ho mai conosciuto nella realtà, alla quale ripetevo che se anche avessi avuto un solo spettatore, la cosa meritava di essere portata avanti.

Sei riuscito a farti un’idea di quello che cercavano i fan in un sito non ufficiale?
No, ognuno esprime sempre i suoi bisogni individuali. Dovrei fare un sito per ogni persona….e non mi sembra il caso!

Cosa assolutamente bisogna evitare di mettere in un sito non ufficiale?
La pubblicità!!! E’ una cosa che mi dà molto fastidio e purtroppo la sto subendo anche io in cambio dell’offerta che mi viene fatta di accedere ad alcuni servizi già, in parte, confezionati come forum, chat, blog, etc.

Quante energie dedichi all’aggiornamento del website?
Ormai fa parte della mia routine quotidiana di vita per cui ci possono essere giornate in cui vi dedico maggiori energie, inventandomi qualcosa di nuovo e spero di originale e giornate in cui mi limito a rispondere ad alcune email oppure a controllare i messaggi nei forum dove si parla di Luigi.

Fai tutto da solo o ti appoggi ad altri collaboratori?
Faccio tutto da solo anche se nel corso di questi cinque anni ho incontrato alcune persone che mi hanno messo a disposizione il loro materiale su Luigi. Non credo si possa parlare di vera e propria collaborazione che del resto non andrebbe daccordo con lo scopo dei miei siti dove mi espongo sempre e solo io, in prima persona.
Ho parlato di più siti perchè in realtà “Il mio regno” è nato solamente il 27 gennaio di quest’anno, in concomitanza con l’anniversario della morte di Luigi Tenco (a 36 anni di distanza). Nessuno sembrava più ricordarsi di quella data che per me ormai assume invece un certo valore.
Qualcosa di importante devo ammettere che era stato fatto l’anno precedente, ma credo che per tenere viva la memoria di Luigi non si debba passare sopra a questa scadenza, anche se comporta un certo impegno.
Il sito che fa data dall’ottobre 1998 invece è titolato “La mia pagina su Luigi Tenco”. Con “Il mio regno” sto sfruttando l’esperienza di questi anni. Cerco di dare una veste grafica uniforme e tenere dunque le cose di Luigi maggiormente ordinate.
“La mia pagina su Luigi Tenco” è nata invece, come dicevo prima, per coprire una mia esigenza personale, e dunque non tiene troppo conto di eventuali mancati collegamenti o appesantimenti dovuti ad immagini invadenti. Nonostante ciò che sto affermando continuo a ricevere apprezzamenti e visite (anche dall’estero) proprio per questo mio primo sito. Per consentire un più facile travaso di utenza da “la mia pagina” a “il mio regno” sto rendendo interattivi i due siti con collegamenti che tendono comunque sempre a favorire maggiormente lo sviluppo di questo nuovo spazio dedicato a Luigi Tenco.
Da oltre un anno ho realizzato poi, in lingua spagnola, anche alcune pagine a dimensione di sito, che ho chiamato “Luigi Tenco: paginas sonoras” (http://www.angelfire.com/folk/tencoluigi ) utilizzando l’idea di un amico di Buenos Aires che mi ha messo a disposizione un suo analogo lavoro fatto per un personaggio legato al mondo del flamenco. Lo scopo è stato quello di poter rendere disponibili i files audio dei brani di Tenco (per uso personale e a titolo di studio) anche per i paesi dell’America Latina dove ancora oggi è presente il ricordo di una memorabile tournée fatta da Tenco nel dicembre 1965 con la partecipazione peraltro in alcuni programmi della televisione argentina nelle fasce di maggior ascolto. Ho voluto con ciò anche dare seguito alla promessa fatta da Luigi Tenco e pubblicata sui giornali argentini, di voler tornare un giorno in quel paese. Come si può notare, Tenco, nonostante tutto, continua a vivere e a rispettare le sue promesse.

Quali erano i rapporti che avevi con l’artista prima della realizzazione del sito? Ed ora, è cambiato qualcosa?
Ascoltavo Tenco solo nei momenti in cui avevo bisogno di sentire vicina la sua presenza, le sue idee, la sua musica etc., mentre oggi lo ascolto molte volte di più, essendomi creato quasi un obbligo morale di onorarlo anche di fronte ad altre persone. Conosco molti aspetti in più della sua vita e della sua opera anche se questi arricchimenti non hanno influenzato minimamente, né in positivo né in negativo, quella che già era la mia partecipazione alla sua vicenda personale ed artistica.

Quali sono i tuoi rapporti con i siti (uff. e non) che si occupano di Luigi Tenco ?
L’unico sito (non ufficiale), nato il 3/7/1999, con il quale ho interagito, (e saltuariamente lo faccio ancora) è quello che sviluppò, in una sua prima fase, una indagine ben documentata sulla vicenda delle ultime ore di Luigi Tenco. C’è un reciproco rispetto a non duplicare troppo le notizie intorno a Luigi dando origine magari ad inutili “doppioni” per cui le nostre iniziative spesso si complementano.
Per fare un esempio io ho trascritto da quel sito la biografia di Tenco, limandone alcuni contenuti, ma soprattutto l’ho riproposta in lingua inglese ed in lingua spagnola perchè tendo ad esportare l’immagine di Tenco, mentre altri magari coltivano maggiormente il desiderio di “verità” e mirano a conoscere meglio ed in maniera più approfondita le vicende relative alla sua morte. Un sito ufficiale purtroppo non è mai stato creato e forse anche per questo continuo ad essere uno dei pochi punti di riferimento che si occupano di Luigi Tenco nel Web.

Quali strumenti software hai scelto per le realizzazione delle pagine web? E la scelta del provider e/o dell’acquisto del dominio?
I primi approcci “software” per avvicinarmi a realizzare pagine web sono stati quelli di scrivere direttamente il codice HTML nei server di riferimento. Poi sono passato all’uso, ma solo in un secondo tempo, di vari applicativi visuali approdando, come tanti altri credo facciano, all’utilizzo di Front Page che talvolta trovo però limitato per le mie necessità. Per quanto riguarda il “provider” mi appoggio frequentemente a Tiscali che trovo abbastanza innovativo nel Web e soprattutto mi facilita nel lavoro per effetto della comune lingua italiana con la quale esprimo quasi sempre le mie idee. Anche il dominio che ho scelto e che si rifà al titolo di uno dei primi brani di Tenco (http://www.ilmioregno.it) ha Tiscali come “mantainer”. Mi sono deciso ad acquistarlo in funzione del fatto che mi svincola dall’uso, non voluto, di banner pubblicitari, presenti invece negli altri siti che non sono di primo livello. Quella della pubblicità è una nota dolente che credo darebbe molto fastidio anche a Tenco qualora potesse oggi esprimere il suo pensiero. E’ per questo che ripeto, fino alla noia, che l’uso dei banner pubblicitari va evitato per quanto possibile.

Ricevi spesso commenti / suggerimenti costruttivi?
Commenti ne ho ricevuti molti nel corso di questi anni, ma sono andati via via calando di frequenza; credo dipenda dal fatto che una volta approcciato il sito e lasciata la propria traccia, uno si senta appagato e dunque non ripeta apprezzamenti che potrebbero sembrare “decadenti”, cioè assumere un bel tono formale in presenza di una sostanza che è però sempre la stessa. E poi c’è anche da dire che la fascia di interessati alla frequentazione Web, da parte di utenti che ricordano ed apprezzano Tenco, non credo sia tanto numerosa. Spesso infatti mi capita di interagire con persone nate dopo la morte di Luigi. Un ultimo esempio, proprio di questi giorni, è quello di una persona di trenta anni che vive in Brasile e che ha espresso il suo commento in lingua portoghese, dichiarando di voler favorire lo sviluppo dell’opera di Tenco nel suo paese.

Dai un consiglio a chi volesse inaugurare un nuovo sito dedicato ad un artista…
Il mio consiglio, sulla base dell’esperienza maturata, è quello di impostare il lavoro creando “a monte” un menù che possa coprire i vari aspetti che si intendono promuovere senza dover poi, necessariamente, riconfigurare tutta l’impostazione. Sviluppare pagine leggere e non discostarsi mai troppo dalla “pagina principale” che deve sempre essere linkata. Prevedere, fin dall’inizio, la possibilità di utilizzare in futuro, anche argomenti non presenti in fase di impostazione e dunque riservarsi alcuni spazi….io l’ho fatto e tuttora si possono notare nel mio sito alcune piccole finestre, non ancora attivate, in cui sta scritto “Pagina in allestimento”…. serve anche a far capire che il lavoro va avanti ed è un invito a ritornare!

a cura di Chiara Furlattini, Enrica Anselmi, Enrico Bernardi

Riferimenti: Se vi fidate dei nostri consigli

Ricordo di TENCO: …"la società dei consumi ha ucciso un cantante"…

7 Agosto 2003 Commenti chiusi


Un articolo di Norberto Tansella del 1968 tratto da “IL LICEALE”
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Un anno fa moriva tragicamente a Sanremo Luigi Tenco, un cantautore genovese giunto alla soglia dei trent’anni con in spalla un bagaglio di sogni irrealizzati e svaniti nel nulla, con ideali e aspirazioni costantemente traditi. Si è detto già molto sulla vicenda della sua morte, e per questo credo che il mio compito sia solo quello di far rivivere in qualcuno ancora il ricordo di ciò che fu la sua personalità di uomo e di poeta, e di far comprendere l’alto contributo da lui offerto alla musica leggera italiana.

Tenco era un uomo orientato costituzionalmente alla solitudine e all’introspezione, trovava una certa difficoltà nello stabilire i rapporti cogli altri per la sua natura troppo chiusa. Non è mai riuscito a raggiungere quell’equilibrio d’animo indispensabile oggi a fornire un sicuro modello di vita su cui basarsi. Il suo animo, costantemente proteso all’insorgere di nuovi problemi, lo portava ad avere paura del pubblico che doveva giustificarlo. Ma il suo merito maggiore, a mio avviso, fu quello di essere un autocritico, di saper valutare nella giusta misura le sue possibilità e i suoi limiti, di esser sempre pronto a un continuo impegno per una vita migliore. Sempre scontento di sé e con un ansia inappagata di miglioramento, ricadeva in un pessimismo che non riusciva mai a vincere e che lo portava alla disperazione. Il sentirsi solo in una vita così lontana da quella sognata, lo facevano tornare indietro nel tempo a nostalgicare su ciò che non aveva saputo cogliere dagli anni suoi più belli. A quest’abitudine di guardare al passato corrispondeva nel suo animo un alto senso idealistico della vita che fu fino alla morte l’unico stimolo per continuare a lottare. Quando però egli non ha più saputo trovare quegli ideali che avevano sempre caratterizzato la sua vita, quando ha visto crollare tutti i suoi sforzi per cambiare un pò le cose intorno a sé allora con un gesto disperato ha deciso di morire.

Luigi Tenco non ha mai studiato musica; fin da bambino era stato un autodidatta. Imparò a suonare sulla chitarra di un operaio e negli anni del liceo fece la sua prima esperienza in un coplessino studentesco. Poi il lancio definitivo, la ombra di un successo che in realtà ebbe solo dopo la morte. Le sue composizioni sono senza dubbio fra le più dolci e le sue parole quelle di un vero poeta. Credeva molto nelle sue idee, credeva nel potere sensibilizzante delle canzoni e per questo si era avviato su quella strada. Poi venne la delusione, l’insuccesso e l’ultimo disperato atto.

Data la natura del suo carattere, scontrosa ed anticonformista, egli scrisse molte canzoni di protesta, anzi si può senz’altro affermare che sia stato lui il primo a dare il via a questo nuovo genere. Tutti gli altri, sia in Italia che all’estero lo hanno imitato e purtroppo hanno fatto delle loro idee un comune mezzo di speculazione. Tenco invece non amava i soldi, gli piaceva la vita semplice nell’intimità della sua villa a Recco e, quando il lavoro glielo permetteva, se ne andava lì, a cogliere quelle piccole gioie della vita che gli venivano dall’affetto dei familiari.

Le sue canzoni più belle: Quando – Mi sono innamorato di te – Angela – Ho capito che ti amo – Ciao amore, ciao – Ragazzo mio – Un giorno dopo l’altro – Lontano lontano.

Ed ora, per non continuare su temi già ampiamente sfruttati, mi si consenta di impostare il problema del suicidio, inquadrandolo in un contesto più generale. Il caso di Luigi Tenco, intendiamoci bene, non è isolato, ma va ad inserirsi in un quadro ben più vasto di episodi come il suo. Proviamo ad andare fino in fondo alla questione, a chiederci perchè un uomo ancor giovane possa toccare i limiti del suicidio. L’episodio di Tenco ci porta a sottolineare un aspetto importante della nostra società, così impetuosa nei confronti degli idealisti e dei sognatori come lui, così incapace di fornire reali forme di spiritualità sempre pronta a distruggere le qualità morali di un uomo, quando queste esistono. La “società dei consumi” (se vogliamo usare il termine ormai entrato nell’uso comune) ha ucciso un cantante troppo diverso dagli altri, reo soltanto di possedere certe idee, certi ideali non riconducibili agli schemi della normale vita quotidiana, ma basati soltanto su puri sentimenti d’animo destinati a restare incompresi. Tenco ha cercato vanamente nella protesta il mezzo per opporsi a quella spaventosa realtà, ma non è stato compreso. Il suo dramma a questo punto giunge al suo culmine e, a guisa di personaggi alfieriani, egli trova nella morte la soluzione tragica al contrasto che avverte fra la dolorosa limitatezza della realtà e l’insopprimibile anelito au una vita migliore, trova nel suicidio la liberazione dagli affanni di una vita che è diventata una prigione.

Voglio concludere con una nota di rammarico, per aver dolorosamente constatato che la stessa società contro cui Tenco si era scagliato nelle sue proteste, si è poi servito di lui e delle sue canzoni per farne un altro mezzo di speculazione economica.

Sono le beffe della vita a cui è meglio non pensare. Ma ciò nonostante si è sicuri che il suo ricordo e la sua opera resteranno vivi e incancellabili nei cuori di quelli che lo seguirono e lo seppero apprezzare durante tutto il corso della sua vita sfortunata.

Norberto Tansella
Riferimenti: IL MIO REGNO